Come era prevedibile, il Parlamento ha deciso di non esprimersi sulla questione Cappato (di cui ho parlato qui), lasciando la parola alla Corte Costituzionale che, come annunciato, si è espressa a favore della modifica, o meglio stralcio, dell'articolo 580 c.p.[1]
Di fatto, chi ha usato un disabile disperato per una battaglia ideologica esponendolo mediaticamente per mesi, cercando di convincere l'opinione pubblica che dato il suo stato di disabile aveva ragione di volersi ammazzare, accompagnandolo in Svizzera dove un qualunque signor nessuno gli ha messo in vena un ago collegato ad una dose di pentobarbital ed in bocca un pulsante che quella sostanza avrebbe fatto finire nel sangue, aiutandolo ad ammazzarsi, non ha commesso alcun reato. O meglio, lo ha commesso, ma la legge che codifica quel reato, a quanto pare, è incostituzionale e quindi liberi tutti!
A dire dei supremi giudici non è punibile "chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli[2]".
Quattro condizioni dunque: condizione patologica irreversibile, somministrazione di terapie di sostegno vitale, sofferenze intollerabili dovute alla patologia e la scelta libera e consapevole.
Non so a voi, ma a me è balzata agli occhi un'analogia con l'ipocrita legge 194[3].
Un sottilissimo velo olografico che tenta di mascherare la realtà dei fatti, e cioè che da oggi in poi qualunque disperato potrà farsi ammazzare.
Quella maledetta ipocrisia che blatera di aiuto, supporto, sostegno, risoluzione dei problemi, ricerca di alternative, che detonano nel "serio pericolo per la sua salute fisica o psichica".
Se la storia insegna, dovremmo leggere anche oggi il tentativo di stravolgimento del senso comune, che voleva ieri scongiurare il ricorso all'aborto ed oggi far desistere il suicida.
Ora come allora, i promotori della nuova legge sull'assassinio del consenziente hanno fatto pornografia della disperazione di un disperato, romanzandone le vicende pur storpiandole[4], per far breccia nella coscienza dell'uomo comune, imponendo l'infantile idea della completa disponibilità di ciò che si possiede; come se la vita di qualcuno, foss'anche la propria, si possedesse.
Mi domando come sia possibile che, se negli anni '70 sia stato possibile far breccia nella mente di gente ignorante, oggi con la conoscenza a portata di click, lo sia stato altrettanto.
Non sarà forse che dietro la cortina fumogena dell'istruzione capillare si sia voluto mantenere estremamente bassa la capacità di analisi?
Sentire gente convinta di essere l'amministratore ultimo del proprio corpo e della propria vita, mi da l'impressione di un'umanità convinta che il sole vada a dormire la sera e si risvegli al mattino.
Cosa ne abbiamo fatto della nostra Umanità? Cosa ne abbiamo fatto della consapevolezza di essere, in una qualche misura, più unici ed irripetibili di un fiocco di neve?
Davvero è bastato togliere le eleganti uniformi di Hugo Boss da SS per non riconoscere più i più feroci carnefici che la storia ci abbia presentato?
Ora che la guerra è persa, siamo condannati ad assistere allo sterminio senza quartiere del debole, alla feroce deumanizzazione di ognuno, a sperare di non cadere mai per non incorrere nel rischio di essere sacrificati sull'altare della purezza della razza.
In maniera del tutto cinica, viene da sperare che la prossima vittima della follia omicida liberal-radicale, sia l'insacrificabile, che per un beffardo scherzo del destino risponda alle quattro ipocrite condizioni per essere ammazzato.
Ma so già che non sarà così.
Ciò che ci aspetta è lo spietato massacro dei più deboli, che si perpetrerà fino all'eccesso tanto osceno da risvegliare d'un colpo la coscienza assopita dell'uomo comune ridotto a mera merce di scambio, che in un sussulto di umano orgoglio rivendicherà la propria natura divina.
Prepariamoci, perché quelli che ci si parano dinnanzi sono tempi oscuri, segnati dalla conta dei morti alla quale sopravviveranno solo i più tenaci.
A questi, sarà affidata la ricostruzione dell'umanità martirizzata.
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