Al riparo dalla sporca ipocrisia di una giornata mondiale conto qualcosa a caso, mi va di ricordare data la ricorrenza della morte, Mercedes Grabowski; August Ames, per i più.
E' stata convinta, da una subdola propaganda battente, a barattare la propria dignità con la ricchezza del suo agente e la pruriginosa alienazione di milioni di frustrati.
Poi, in un rigurgito di autoconservazione, ha deciso che la tanto decantata autodeterminazione, che l'aveva portata nell'olimpo del porno, poteva sfruttarla a modo suo, andando incontro allo tsunami di merda che ti investe quando osi mettere in discussione gli ordini ricevuti. Pochi giorni di pressione social, da parte di tolleranti ed arcobalenosi openminded, sono bastati a far riemergere tutta la debolezza ed insicurezza di una bambina in cerca di approvazione.
L'hanno trovata in un parco pubblico, appesa per il collo ad ondeggiare sopra una pozza del suo stesso piscio, con la faccia livida e gli occhi sbarrati.
Ventitre anni.
E la premiazione postuma per aver partecipato, prima di ammazzarsi, alla più scenografica ammucchiata dell'anno.
Indignati ne abbiamo?
mercoledì 27 novembre 2019
martedì 8 ottobre 2019
L'invasione araba d'Europa
Torna alla ribalta un articolo[1] vecchio di oltre tre anni e come da pronostico tornano alla ribalta i contrapposti luoghi comuni che animano l'universo papista-antipapista.
Come al solito la discussione nel suo complesso ruota attorno ad un concetto estrapolato da un intervento ovviamente corposo e complesso. Che ci si vuol fare? Per capire il papa ci vuole pazienza ed impegno; se solo Simplicio ne fosse capace!
Ad ogni modo, pare che se il papa parla di "invasione araba", vanno tutti fuori di testa; quando poi sostiene che "[...]quante invasioni l’Europa ha conosciuto nel corso della sua storia! E ha saputo sempre superarsi e andare avanti per trovarsi infine come ingrandita dallo scambio tra le culture", le teste esplodono definitivamente[2].
Cosa c'è di assurdo?
Che sia in atto un'invasione è fuori da ogni dubbio; che in Europa ce ne siano state di continuo nella storia, anche; che da questo possa nascere una collaborazione proficua vogliamo davvero negarlo?
Durante quel periodo meraviglioso, che è stato ingratamente chiamato Medioevo, la cristianità e l'islam hanno saputo partorire lo studio di Aristotele, l'algebra, la medicina, l'utilizzo delle lenti... il tutto senza progetto Erasmus!
Cosa avremmo dunque da temere?
Vero è, che a migrare nelle nostre terre è il ceto meno abbiente di paesi considerati in via di sviluppo, e che questi sono generalmente meno istruiti e maggiormente legati al sentimento religioso.
Ma la verità è che noi li temiamo per due ragioni fondamentali, entrambe dipendenti da noi.
Li temiamo perché vengono fondamentalmente importati nella più totale trascuratezza delle più banali regole di prudenza[3], abbandonati, senza uno scopo ne la benché minima possibilità di sperare in un futuro, nelle periferie dove la loro naturale sorte è delinquere, o venire sfruttati in un qualunque posto di lavoro, regolare o no, comunque sempre molto poco dignitoso.
La guerra tra pezzenti fa paura, soprattutto quando si percepisce la dualità del volerli pezzenti fingendo di curarsi di loro.
Ma ciò che fa più paura, è che noi non abbiamo una cultura da poter scambiare per arrivare alla crescita di entrambi.
Abbiamo paura perché contrariamente al Medioevo, oggi siamo liberi dalla cristianità, sostituita con qualcosa di non ben definito, nato si e no un paio di secoli fa. Che cos'è questa cosa? Illuministmo? Socialismo? Nichilismo? Relativismo?
E' la negazione dell'unicità dell'essere, è la negazione della stessa natura umana!
Continuo ad avere nelle orecchie le dichiarazioni dei potenti d'Europa all'indomani degli attentati terroristici che hanno insanguinato le città europee: "non rinunceremo ai nostri valori!".
Mi piacerebbe davvero sapere che cosa, questi aberranti abomini post-futuristi, vorrebbero contrapporre a che cosa.
Citeranno Ursula Von der Leyen, quando l'arabo pretenderà che venga legiferato secondo gli insegnamenti del profeta Maometto?
Si vanteranno delle perle di saggezza di Jacque Attali discutendo gli insegnamenti di Gialal al-Din Rumi? E che contributo sapranno apportare agli insegnamenti di Ibn Arabi?
Quando questi uomini e queste donne che ci stanno invadendo, ci porranno di fronte a domande profonde sulla natura umana, sul rapporto tra individuo e società, sulla giustizia, sulla morale, ora che abbiamo rinunciato a Francesco d'Assisi, Tommaso d'Aquino e Caterina da Siena cosa risponderemo?
Quando ci chiederanno quali sono i valori a cui non siamo disposti a rinunciare, sappiamo già che non sapremo rispondere. Sappiamo già che ci guardano da lontano, scimmiottare qualche sconosciuta filosofia orientale ammantata di faccio-quel-cazzo-che-mi-pare-esimo per dare un tono al nostro incistato infantilismo.
Gli arabi ci guardano, guardano i nostri occhi languidi su Osho e si fanno delle grasse risate! Sanno bene che ai loro Arkān al-Islām noi contrapponiamo sesso,droga&eutanasia; che alla loro Sharīʿa rispondiamo che non battezziamo i nostri figli perché sceglierà-da-grande.
Gli arabi lo sanno da anni, da quando quegli sciagurati anni '60 hanno iniziato ad avvelenare gli adolescenti, rendendoli schiavi di quella pubertà irresponsabile ed istintivamente ribelle che oggi è lo stile di vita occidentale. Lo disse, Houari Boumédiène, che nei decenni milioni di uomini sarebbero migrati verso nord, con l'intento di conquistare le terre europee e che ci sarebbero riusciti senza armi ma bensì con i ventri delle loro donne. A coloro che non credono nella citazione riportata dalla Fallaci[4], ricordo il più recente appello del presidente Erdogan[5].
Loro lo sanno, noi lo sappiamo.
Siamo un'accozzaglia di popoli senza cultura, senza storia e senza radici che sta accogliendo, a spregio di qualunque buon senso, orde di persone ben radicate nella loro cultura con una chiara prospettiva per il futuro.
Questo "scambio tra culture" porterà iPhone e McDonalds tra donne con il niqab, e mentre piangeremo per la mancata transazione a favore di Netflix, ci troveremo con la schiena solcata dalle frustate che ci saremo guadagnati per qualcosa che oggi, non solo non consideriamo punibile, ma nemmeno sbagliata.
Questo, qualcuno che si è reso conto di ciò che siamo ma non vuole o non riesce a liberarsi di quelle catene che chiama diritti, lo vede chiaramente.
E ne ha paura.
Come al solito la discussione nel suo complesso ruota attorno ad un concetto estrapolato da un intervento ovviamente corposo e complesso. Che ci si vuol fare? Per capire il papa ci vuole pazienza ed impegno; se solo Simplicio ne fosse capace!
Ad ogni modo, pare che se il papa parla di "invasione araba", vanno tutti fuori di testa; quando poi sostiene che "[...]quante invasioni l’Europa ha conosciuto nel corso della sua storia! E ha saputo sempre superarsi e andare avanti per trovarsi infine come ingrandita dallo scambio tra le culture", le teste esplodono definitivamente[2].
Cosa c'è di assurdo?
Che sia in atto un'invasione è fuori da ogni dubbio; che in Europa ce ne siano state di continuo nella storia, anche; che da questo possa nascere una collaborazione proficua vogliamo davvero negarlo?
Durante quel periodo meraviglioso, che è stato ingratamente chiamato Medioevo, la cristianità e l'islam hanno saputo partorire lo studio di Aristotele, l'algebra, la medicina, l'utilizzo delle lenti... il tutto senza progetto Erasmus!
Cosa avremmo dunque da temere?
Vero è, che a migrare nelle nostre terre è il ceto meno abbiente di paesi considerati in via di sviluppo, e che questi sono generalmente meno istruiti e maggiormente legati al sentimento religioso.
Ma la verità è che noi li temiamo per due ragioni fondamentali, entrambe dipendenti da noi.
Li temiamo perché vengono fondamentalmente importati nella più totale trascuratezza delle più banali regole di prudenza[3], abbandonati, senza uno scopo ne la benché minima possibilità di sperare in un futuro, nelle periferie dove la loro naturale sorte è delinquere, o venire sfruttati in un qualunque posto di lavoro, regolare o no, comunque sempre molto poco dignitoso.
La guerra tra pezzenti fa paura, soprattutto quando si percepisce la dualità del volerli pezzenti fingendo di curarsi di loro.
Ma ciò che fa più paura, è che noi non abbiamo una cultura da poter scambiare per arrivare alla crescita di entrambi.
Abbiamo paura perché contrariamente al Medioevo, oggi siamo liberi dalla cristianità, sostituita con qualcosa di non ben definito, nato si e no un paio di secoli fa. Che cos'è questa cosa? Illuministmo? Socialismo? Nichilismo? Relativismo?
E' la negazione dell'unicità dell'essere, è la negazione della stessa natura umana!
Continuo ad avere nelle orecchie le dichiarazioni dei potenti d'Europa all'indomani degli attentati terroristici che hanno insanguinato le città europee: "non rinunceremo ai nostri valori!".
Mi piacerebbe davvero sapere che cosa, questi aberranti abomini post-futuristi, vorrebbero contrapporre a che cosa.
Citeranno Ursula Von der Leyen, quando l'arabo pretenderà che venga legiferato secondo gli insegnamenti del profeta Maometto?
Si vanteranno delle perle di saggezza di Jacque Attali discutendo gli insegnamenti di Gialal al-Din Rumi? E che contributo sapranno apportare agli insegnamenti di Ibn Arabi?
Quando questi uomini e queste donne che ci stanno invadendo, ci porranno di fronte a domande profonde sulla natura umana, sul rapporto tra individuo e società, sulla giustizia, sulla morale, ora che abbiamo rinunciato a Francesco d'Assisi, Tommaso d'Aquino e Caterina da Siena cosa risponderemo?
Quando ci chiederanno quali sono i valori a cui non siamo disposti a rinunciare, sappiamo già che non sapremo rispondere. Sappiamo già che ci guardano da lontano, scimmiottare qualche sconosciuta filosofia orientale ammantata di faccio-quel-cazzo-che-mi-pare-esimo per dare un tono al nostro incistato infantilismo.
Gli arabi ci guardano, guardano i nostri occhi languidi su Osho e si fanno delle grasse risate! Sanno bene che ai loro Arkān al-Islām noi contrapponiamo sesso,droga&eutanasia; che alla loro Sharīʿa rispondiamo che non battezziamo i nostri figli perché sceglierà-da-grande.
Gli arabi lo sanno da anni, da quando quegli sciagurati anni '60 hanno iniziato ad avvelenare gli adolescenti, rendendoli schiavi di quella pubertà irresponsabile ed istintivamente ribelle che oggi è lo stile di vita occidentale. Lo disse, Houari Boumédiène, che nei decenni milioni di uomini sarebbero migrati verso nord, con l'intento di conquistare le terre europee e che ci sarebbero riusciti senza armi ma bensì con i ventri delle loro donne. A coloro che non credono nella citazione riportata dalla Fallaci[4], ricordo il più recente appello del presidente Erdogan[5].
Loro lo sanno, noi lo sappiamo.
Siamo un'accozzaglia di popoli senza cultura, senza storia e senza radici che sta accogliendo, a spregio di qualunque buon senso, orde di persone ben radicate nella loro cultura con una chiara prospettiva per il futuro.
Questo "scambio tra culture" porterà iPhone e McDonalds tra donne con il niqab, e mentre piangeremo per la mancata transazione a favore di Netflix, ci troveremo con la schiena solcata dalle frustate che ci saremo guadagnati per qualcosa che oggi, non solo non consideriamo punibile, ma nemmeno sbagliata.
Questo, qualcuno che si è reso conto di ciò che siamo ma non vuole o non riesce a liberarsi di quelle catene che chiama diritti, lo vede chiaramente.
E ne ha paura.
mercoledì 2 ottobre 2019
Come restituire a Greta linfanzia rubata
Sono un gretto, lo ammetto. Un bruto ed insensibile, uno sciacallo che gode nel bullizzare una ragazzina di sedici anni colpevole soltanto di aver risvegliato le coscienze dei potenti della Terra.
Non sopporto il peso di averle rubati i sogni e rovinato l'infanzia e sono felicissimo che finalmente il governo italiano abbia intrapreso una svolta green in totale accordo con BlackRock[1] (però è Greta che l'ha scosso eh!).
E allora ho deciso che voglio rendere concreto l'impegno per la salvaguardia della nostra casa in fiamme!
Farò finta di non sapere che quella che noi chiamiamo Terra, è un sasso che gira su se stesso alla velocità di 17.000km/h ed intorno al Sole ad una velocità di oltre 100.000km/h. Farò poi finta di non sapere che il sole gira intorno al centro della Via Lattea a 720.000km/h. In fine farò finta che non ci siano altri oggetti, tipo pianeti, satelliti, asteroidi o materia oscura, e che tutto ciò che accade sulla Terra dipende esclusivamente dall'impatto antropico. E' stato l'uomo, 3,5 miliardi di anni fa, a emettere massicce dosi di ossigeno che ad oggi comporta il buco nell'ozono.
E' innegabile che i cambiamenti climatici dipendano da noi e dall'abuso di aria condizionata.
Resta da spiegare come fosse possibile per Erik il Rosso chiamare intorno all'anno 1000 d.C. "Terra Verde" quell'isola che è sempre stata coperta da ghiaccio e che solo adesso stiamo sciogliendo a furia di usare la lacca per i capelli [2].
Impariamo a consumare in maniera più responsabile allora.
Compriamo più possibile oggetti che siano utili quando non indispensabili, e compriamoli in modo che abbiano vita più lunga possibile.
Un rasoio a mano libera costa un centinaio di euro, ma lo utilizziamo per tutta la vita e lo regaliamo a nostro figlio che risparmierà pure quei cento euro.
Certo, un po' scomodo per la depilazione inguinale, per la quale ovviamente non utilizziamo cerette o creme depilatorie chimiche, ma ce ne faremo una ragione!
Una penna stilografica ha gli stessi vantaggi, e ci permette di non riempirci casa di cannuccette di plastica contenenti altre cannuccette di plastica con in fondo un cono di plastica nel quale scorre una sfera di plastica. La penna poteremmo lasciarla al secondogenito.
La carta, ovviamente va usata riciclata e, per tutto ciò che non è la scrittura, si possono riutilizzare i quotidiani.
Per il cibo dovremmo abituarci a consumarne un po' di meno, a comprarlo soltanto al mercato, dal fruttivendolo, dal macellaio e ad evitare imballaggi di plastica. Va da se che dovremmo consumare solo cibo di stagione e ragionevolmente regionale. Peccato per il mango e gli ananassi!
Le signore converranno con me, che la prevalente componente plastica degli assorbenti li rende deprecabili così come i rasoi usa e getta; con buona pace della battaglia per il ricalcolo dell'iva.
Non me ne vorranno le signore, di nuovo, se faccio loro notare che tutti i farmaci di cui si servono per scongiurare gravidanze indesiderate o per interrompere quello non scongiurate, vengono in parte pisciati nei mari, andando ad alterare la fisiologia degli organismi marini[3]. Se non vogliamo mangiare la plastica mangiata dai pesci ai quali abbiamo inquinato l'habitat, perché mai dovremmo ingerire inibitori endocrini?Via la Diane (tanto, con i brufoli le adolescenti sono graziose lo steso, no?), EllaOne, Ru486 et similia.
Della chemio non possiamo fare a meno se ci tocca il cancro, ma degli antiretrovirali si, quindi impegniamoci a non prendere l'HIV, epatiti e MST varie, così non intossicheremo i mari con i nostri farmaci.
Stesso discorso per i preservativi. Senza considerare il rischio biologico e batteriologico del contenuto, il solo lattice di cui sono composti è inquinante tanto quanto una bottiglietta di plastica.
Con buona pace dell'OMS, che ha di recente consigliato a tutti i MSM di sottoporsi a terapia preventiva a base di antiretrovirali[4], e di tutti quelli convinti che un palloncino di gomma sia la panacea a tutti i mali del mondo.
Al di là della composizione in plastica o derivati, dovremmo fare una selezione dei prodotti importati dall'estero, soprattutto da paesi particolarmente lontani. Si stima che il traffico marittimo delle grandi navi cargo, che ci permettono di comprare cioffeghe cinesi a due spicci, copra da solo il 3-4% delle immissioni di CO2 in atmosfera[5].
Poi ci sarebbe la questione dello sfruttamento inumano dei lavoratori in tutta l'Asia, ma chissenefrega! Cioè, sono cinesi, mica panda...
Il mezzo di trasporto più inquinante resta comunque l'aereo[6], quindi direi che sarebbe buona cosa limitarne il più possibile l'utilizzo. Niente low cost, niente fed-ex o ups per acquisti on-line. Toccherà rinunciare ai viaggi Erasmus? Pazienza. San Tommaso d'Aquino, Erasmo da Rotterdam, Marco Polo, Galileo Galilei ed un'infinità di grandi menti che hanno cambiato la storia ci possono mostrare vie alternative di scambi culturali!
Chissà quanto devo lavorare, a 15km da casa, per emettere tanta CO2 quanto un low-cost da Falconara a Londra, con la mia punto a metano, senza mai effettivamente potermi permettere quel volo?
A voler essere pignoli per benino, nell'epoca del materialismo più bigotto, dobbiamo prendere in considerazione anche l'impalpabile.
Eh si, perché il mondo che compare nell'accrocco di plastica e silicio che ci portiamo ovunque, è un'infinita sequenza di scariche elettriche generate, stivate e trasmesse.
Qualcuno si è mai chiesto cosa succede quando si visita un sito?
Quell'insieme di informazioni che il nostro telefonino traduce in suoni e colori diversamente organizzati, è salvato su un disco rigido da qualche parte del mondo e quello che chiamiamo internet non è altro che un efficientissimo sistema di trasmissione di impulsi elettrici che ci consente di leggere quel disco rigido. Chi detiene il disco rigido? Google, che per chi non lo sapesse è proprietario di Youtube, Facebook, che per chi non lo sapesse è proprietario di Instagram e Whatsapp, Wikipedia, Microsoft, Apple, Pinterest, Thumblr, RaiPlay, MediasetPlay, La7, tutti i fornitori di servizi e-mail (Tim, Vodafone, Wind, 3, Iliad, Libero, Yahoo, Hotmail...) e un'infinità di altri.
Date le dimensioni di questi "dischi rigidi", quando ci riferiamo a questi fornitori di servizi, dobbiamo parlare di server farm, di una fattoria di server[7]. Quanta corrente elettrica serve per tenere in piedi una fattoria di server? E per tenerle in piedi tutte? In più, vi siete mai accorti che ogni apparecchio elettronico, dopo un lungo utilizzo si scalda? Come si raffredda una fattoria di server? Come si mantengono tutte le fattorie di server ad una temperatura accettabile? Google sostiene di utilizzare l'acqua del mar Baltico[8], Microsoft affonda le sue nel mare del Nord[9], e le soluzioni possono in effetti essere le più disparate.
Ciononostante sembrerebbe che gli utenti di Youtube immettano in atmosfera in un anno la stessa quantità di CO2 che esce nello stesso periodo da una città come Francoforte[10].
Che ne dite, iniziamo a ridurre il traffico internet?
Volessimo muoverci in questa direzione, se Youtube propone contenuti di indubbio valore artistico e culturale, di PornHub, che con il suo carattere assolutamente monotematico vanta poco meno della metà del traffico[11], possiamo decisamente fare a meno. O no?
In conclusione mi viene di riassumere questa mia riflessione in tre semplici punti.
Per restituire a Greta la sua infanzia dobbiamo rinnegare la globalizzazione, rinnegare l'europeismo e rinnegare la cosiddetta rivoluzione sessuale.
Forse, paradossalmente, così facendo scontenteremo Greta ed il suo fanclub, ma restituiremmo l'infanzia, i sogni ed un futuro a tutti gli altri.
Non sopporto il peso di averle rubati i sogni e rovinato l'infanzia e sono felicissimo che finalmente il governo italiano abbia intrapreso una svolta green in totale accordo con BlackRock[1] (però è Greta che l'ha scosso eh!).
E allora ho deciso che voglio rendere concreto l'impegno per la salvaguardia della nostra casa in fiamme!
Farò finta di non sapere che quella che noi chiamiamo Terra, è un sasso che gira su se stesso alla velocità di 17.000km/h ed intorno al Sole ad una velocità di oltre 100.000km/h. Farò poi finta di non sapere che il sole gira intorno al centro della Via Lattea a 720.000km/h. In fine farò finta che non ci siano altri oggetti, tipo pianeti, satelliti, asteroidi o materia oscura, e che tutto ciò che accade sulla Terra dipende esclusivamente dall'impatto antropico. E' stato l'uomo, 3,5 miliardi di anni fa, a emettere massicce dosi di ossigeno che ad oggi comporta il buco nell'ozono.
E' innegabile che i cambiamenti climatici dipendano da noi e dall'abuso di aria condizionata.
Resta da spiegare come fosse possibile per Erik il Rosso chiamare intorno all'anno 1000 d.C. "Terra Verde" quell'isola che è sempre stata coperta da ghiaccio e che solo adesso stiamo sciogliendo a furia di usare la lacca per i capelli [2].
Impariamo a consumare in maniera più responsabile allora.
Compriamo più possibile oggetti che siano utili quando non indispensabili, e compriamoli in modo che abbiano vita più lunga possibile.
Un rasoio a mano libera costa un centinaio di euro, ma lo utilizziamo per tutta la vita e lo regaliamo a nostro figlio che risparmierà pure quei cento euro.
Certo, un po' scomodo per la depilazione inguinale, per la quale ovviamente non utilizziamo cerette o creme depilatorie chimiche, ma ce ne faremo una ragione!
Una penna stilografica ha gli stessi vantaggi, e ci permette di non riempirci casa di cannuccette di plastica contenenti altre cannuccette di plastica con in fondo un cono di plastica nel quale scorre una sfera di plastica. La penna poteremmo lasciarla al secondogenito.
La carta, ovviamente va usata riciclata e, per tutto ciò che non è la scrittura, si possono riutilizzare i quotidiani.
Per il cibo dovremmo abituarci a consumarne un po' di meno, a comprarlo soltanto al mercato, dal fruttivendolo, dal macellaio e ad evitare imballaggi di plastica. Va da se che dovremmo consumare solo cibo di stagione e ragionevolmente regionale. Peccato per il mango e gli ananassi!
Le signore converranno con me, che la prevalente componente plastica degli assorbenti li rende deprecabili così come i rasoi usa e getta; con buona pace della battaglia per il ricalcolo dell'iva.
Non me ne vorranno le signore, di nuovo, se faccio loro notare che tutti i farmaci di cui si servono per scongiurare gravidanze indesiderate o per interrompere quello non scongiurate, vengono in parte pisciati nei mari, andando ad alterare la fisiologia degli organismi marini[3]. Se non vogliamo mangiare la plastica mangiata dai pesci ai quali abbiamo inquinato l'habitat, perché mai dovremmo ingerire inibitori endocrini?Via la Diane (tanto, con i brufoli le adolescenti sono graziose lo steso, no?), EllaOne, Ru486 et similia.
Della chemio non possiamo fare a meno se ci tocca il cancro, ma degli antiretrovirali si, quindi impegniamoci a non prendere l'HIV, epatiti e MST varie, così non intossicheremo i mari con i nostri farmaci.
Stesso discorso per i preservativi. Senza considerare il rischio biologico e batteriologico del contenuto, il solo lattice di cui sono composti è inquinante tanto quanto una bottiglietta di plastica.
Con buona pace dell'OMS, che ha di recente consigliato a tutti i MSM di sottoporsi a terapia preventiva a base di antiretrovirali[4], e di tutti quelli convinti che un palloncino di gomma sia la panacea a tutti i mali del mondo.
Al di là della composizione in plastica o derivati, dovremmo fare una selezione dei prodotti importati dall'estero, soprattutto da paesi particolarmente lontani. Si stima che il traffico marittimo delle grandi navi cargo, che ci permettono di comprare cioffeghe cinesi a due spicci, copra da solo il 3-4% delle immissioni di CO2 in atmosfera[5].
Poi ci sarebbe la questione dello sfruttamento inumano dei lavoratori in tutta l'Asia, ma chissenefrega! Cioè, sono cinesi, mica panda...
Il mezzo di trasporto più inquinante resta comunque l'aereo[6], quindi direi che sarebbe buona cosa limitarne il più possibile l'utilizzo. Niente low cost, niente fed-ex o ups per acquisti on-line. Toccherà rinunciare ai viaggi Erasmus? Pazienza. San Tommaso d'Aquino, Erasmo da Rotterdam, Marco Polo, Galileo Galilei ed un'infinità di grandi menti che hanno cambiato la storia ci possono mostrare vie alternative di scambi culturali!
Chissà quanto devo lavorare, a 15km da casa, per emettere tanta CO2 quanto un low-cost da Falconara a Londra, con la mia punto a metano, senza mai effettivamente potermi permettere quel volo?
A voler essere pignoli per benino, nell'epoca del materialismo più bigotto, dobbiamo prendere in considerazione anche l'impalpabile.
Eh si, perché il mondo che compare nell'accrocco di plastica e silicio che ci portiamo ovunque, è un'infinita sequenza di scariche elettriche generate, stivate e trasmesse.
Qualcuno si è mai chiesto cosa succede quando si visita un sito?
Quell'insieme di informazioni che il nostro telefonino traduce in suoni e colori diversamente organizzati, è salvato su un disco rigido da qualche parte del mondo e quello che chiamiamo internet non è altro che un efficientissimo sistema di trasmissione di impulsi elettrici che ci consente di leggere quel disco rigido. Chi detiene il disco rigido? Google, che per chi non lo sapesse è proprietario di Youtube, Facebook, che per chi non lo sapesse è proprietario di Instagram e Whatsapp, Wikipedia, Microsoft, Apple, Pinterest, Thumblr, RaiPlay, MediasetPlay, La7, tutti i fornitori di servizi e-mail (Tim, Vodafone, Wind, 3, Iliad, Libero, Yahoo, Hotmail...) e un'infinità di altri.
Date le dimensioni di questi "dischi rigidi", quando ci riferiamo a questi fornitori di servizi, dobbiamo parlare di server farm, di una fattoria di server[7]. Quanta corrente elettrica serve per tenere in piedi una fattoria di server? E per tenerle in piedi tutte? In più, vi siete mai accorti che ogni apparecchio elettronico, dopo un lungo utilizzo si scalda? Come si raffredda una fattoria di server? Come si mantengono tutte le fattorie di server ad una temperatura accettabile? Google sostiene di utilizzare l'acqua del mar Baltico[8], Microsoft affonda le sue nel mare del Nord[9], e le soluzioni possono in effetti essere le più disparate.
Ciononostante sembrerebbe che gli utenti di Youtube immettano in atmosfera in un anno la stessa quantità di CO2 che esce nello stesso periodo da una città come Francoforte[10].
Che ne dite, iniziamo a ridurre il traffico internet?
Volessimo muoverci in questa direzione, se Youtube propone contenuti di indubbio valore artistico e culturale, di PornHub, che con il suo carattere assolutamente monotematico vanta poco meno della metà del traffico[11], possiamo decisamente fare a meno. O no?
In conclusione mi viene di riassumere questa mia riflessione in tre semplici punti.
Per restituire a Greta la sua infanzia dobbiamo rinnegare la globalizzazione, rinnegare l'europeismo e rinnegare la cosiddetta rivoluzione sessuale.
Forse, paradossalmente, così facendo scontenteremo Greta ed il suo fanclub, ma restituiremmo l'infanzia, i sogni ed un futuro a tutti gli altri.
giovedì 26 settembre 2019
Il suicida deve morire
Come era prevedibile, il Parlamento ha deciso di non esprimersi sulla questione Cappato (di cui ho parlato qui), lasciando la parola alla Corte Costituzionale che, come annunciato, si è espressa a favore della modifica, o meglio stralcio, dell'articolo 580 c.p.[1]
Di fatto, chi ha usato un disabile disperato per una battaglia ideologica esponendolo mediaticamente per mesi, cercando di convincere l'opinione pubblica che dato il suo stato di disabile aveva ragione di volersi ammazzare, accompagnandolo in Svizzera dove un qualunque signor nessuno gli ha messo in vena un ago collegato ad una dose di pentobarbital ed in bocca un pulsante che quella sostanza avrebbe fatto finire nel sangue, aiutandolo ad ammazzarsi, non ha commesso alcun reato. O meglio, lo ha commesso, ma la legge che codifica quel reato, a quanto pare, è incostituzionale e quindi liberi tutti!
A dire dei supremi giudici non è punibile "chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli[2]".
Quattro condizioni dunque: condizione patologica irreversibile, somministrazione di terapie di sostegno vitale, sofferenze intollerabili dovute alla patologia e la scelta libera e consapevole.
Non so a voi, ma a me è balzata agli occhi un'analogia con l'ipocrita legge 194[3].
Un sottilissimo velo olografico che tenta di mascherare la realtà dei fatti, e cioè che da oggi in poi qualunque disperato potrà farsi ammazzare.
Quella maledetta ipocrisia che blatera di aiuto, supporto, sostegno, risoluzione dei problemi, ricerca di alternative, che detonano nel "serio pericolo per la sua salute fisica o psichica".
Se la storia insegna, dovremmo leggere anche oggi il tentativo di stravolgimento del senso comune, che voleva ieri scongiurare il ricorso all'aborto ed oggi far desistere il suicida.
Ora come allora, i promotori della nuova legge sull'assassinio del consenziente hanno fatto pornografia della disperazione di un disperato, romanzandone le vicende pur storpiandole[4], per far breccia nella coscienza dell'uomo comune, imponendo l'infantile idea della completa disponibilità di ciò che si possiede; come se la vita di qualcuno, foss'anche la propria, si possedesse.
Mi domando come sia possibile che, se negli anni '70 sia stato possibile far breccia nella mente di gente ignorante, oggi con la conoscenza a portata di click, lo sia stato altrettanto.
Non sarà forse che dietro la cortina fumogena dell'istruzione capillare si sia voluto mantenere estremamente bassa la capacità di analisi?
Sentire gente convinta di essere l'amministratore ultimo del proprio corpo e della propria vita, mi da l'impressione di un'umanità convinta che il sole vada a dormire la sera e si risvegli al mattino.
Cosa ne abbiamo fatto della nostra Umanità? Cosa ne abbiamo fatto della consapevolezza di essere, in una qualche misura, più unici ed irripetibili di un fiocco di neve?
Davvero è bastato togliere le eleganti uniformi di Hugo Boss da SS per non riconoscere più i più feroci carnefici che la storia ci abbia presentato?
Ora che la guerra è persa, siamo condannati ad assistere allo sterminio senza quartiere del debole, alla feroce deumanizzazione di ognuno, a sperare di non cadere mai per non incorrere nel rischio di essere sacrificati sull'altare della purezza della razza.
In maniera del tutto cinica, viene da sperare che la prossima vittima della follia omicida liberal-radicale, sia l'insacrificabile, che per un beffardo scherzo del destino risponda alle quattro ipocrite condizioni per essere ammazzato.
Ma so già che non sarà così.
Ciò che ci aspetta è lo spietato massacro dei più deboli, che si perpetrerà fino all'eccesso tanto osceno da risvegliare d'un colpo la coscienza assopita dell'uomo comune ridotto a mera merce di scambio, che in un sussulto di umano orgoglio rivendicherà la propria natura divina.
Prepariamoci, perché quelli che ci si parano dinnanzi sono tempi oscuri, segnati dalla conta dei morti alla quale sopravviveranno solo i più tenaci.
A questi, sarà affidata la ricostruzione dell'umanità martirizzata.
Di fatto, chi ha usato un disabile disperato per una battaglia ideologica esponendolo mediaticamente per mesi, cercando di convincere l'opinione pubblica che dato il suo stato di disabile aveva ragione di volersi ammazzare, accompagnandolo in Svizzera dove un qualunque signor nessuno gli ha messo in vena un ago collegato ad una dose di pentobarbital ed in bocca un pulsante che quella sostanza avrebbe fatto finire nel sangue, aiutandolo ad ammazzarsi, non ha commesso alcun reato. O meglio, lo ha commesso, ma la legge che codifica quel reato, a quanto pare, è incostituzionale e quindi liberi tutti!
A dire dei supremi giudici non è punibile "chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli[2]".
Quattro condizioni dunque: condizione patologica irreversibile, somministrazione di terapie di sostegno vitale, sofferenze intollerabili dovute alla patologia e la scelta libera e consapevole.
Non so a voi, ma a me è balzata agli occhi un'analogia con l'ipocrita legge 194[3].
Un sottilissimo velo olografico che tenta di mascherare la realtà dei fatti, e cioè che da oggi in poi qualunque disperato potrà farsi ammazzare.
Quella maledetta ipocrisia che blatera di aiuto, supporto, sostegno, risoluzione dei problemi, ricerca di alternative, che detonano nel "serio pericolo per la sua salute fisica o psichica".
Se la storia insegna, dovremmo leggere anche oggi il tentativo di stravolgimento del senso comune, che voleva ieri scongiurare il ricorso all'aborto ed oggi far desistere il suicida.
Ora come allora, i promotori della nuova legge sull'assassinio del consenziente hanno fatto pornografia della disperazione di un disperato, romanzandone le vicende pur storpiandole[4], per far breccia nella coscienza dell'uomo comune, imponendo l'infantile idea della completa disponibilità di ciò che si possiede; come se la vita di qualcuno, foss'anche la propria, si possedesse.
Mi domando come sia possibile che, se negli anni '70 sia stato possibile far breccia nella mente di gente ignorante, oggi con la conoscenza a portata di click, lo sia stato altrettanto.
Non sarà forse che dietro la cortina fumogena dell'istruzione capillare si sia voluto mantenere estremamente bassa la capacità di analisi?
Sentire gente convinta di essere l'amministratore ultimo del proprio corpo e della propria vita, mi da l'impressione di un'umanità convinta che il sole vada a dormire la sera e si risvegli al mattino.
Cosa ne abbiamo fatto della nostra Umanità? Cosa ne abbiamo fatto della consapevolezza di essere, in una qualche misura, più unici ed irripetibili di un fiocco di neve?
Davvero è bastato togliere le eleganti uniformi di Hugo Boss da SS per non riconoscere più i più feroci carnefici che la storia ci abbia presentato?
Ora che la guerra è persa, siamo condannati ad assistere allo sterminio senza quartiere del debole, alla feroce deumanizzazione di ognuno, a sperare di non cadere mai per non incorrere nel rischio di essere sacrificati sull'altare della purezza della razza.
In maniera del tutto cinica, viene da sperare che la prossima vittima della follia omicida liberal-radicale, sia l'insacrificabile, che per un beffardo scherzo del destino risponda alle quattro ipocrite condizioni per essere ammazzato.
Ma so già che non sarà così.
Ciò che ci aspetta è lo spietato massacro dei più deboli, che si perpetrerà fino all'eccesso tanto osceno da risvegliare d'un colpo la coscienza assopita dell'uomo comune ridotto a mera merce di scambio, che in un sussulto di umano orgoglio rivendicherà la propria natura divina.
Prepariamoci, perché quelli che ci si parano dinnanzi sono tempi oscuri, segnati dalla conta dei morti alla quale sopravviveranno solo i più tenaci.
A questi, sarà affidata la ricostruzione dell'umanità martirizzata.
lunedì 23 settembre 2019
La battaglia triste ma bella delle spogliarelliste di Sheffield
Ribloggato da Breviarium.eu
Una settimana fa il Guardian ha pubblicato una notizia che in Italia è stata ripresa solo dall’Uffpost e Linkiesta, testate piuttosto progressist-arcobaleno: lo strip club Spearmint Rhino (parte di una catena presente in UK, US e Australia) di Sheffield ha vinto una battaglia legale durata anni e resta aperto.
A febbraio scorso un gruppo femminista anti porno e anti strip club, al grido “not buying it”, aveva deciso di assoldare investigatori privati per filmare all’interno del locale le attività illecite delle ballerine per far chiudere il locale: è riuscita a presentare 74 violazioni filmate, consistenti sostanzialmente in contatti (meglio sarebbe dire palpeggiamenti) tra ballerine e clienti, vietati per avere la licenza da strip club. Secondo il gruppo femminista, i filmati proverebbero molestie e abusi, sempre molto diffusi dove si pratica lo strip.
Le ballerine del club, però, hanno nettamente rifiutato l’etichetta di vittime involontarie ed hanno replicato denunciando gli investigatori di revenge porn, per averle filmate senza il loro consenso.
Leggiamo su linkiesta:
Ad Atlantic City esiste un gruppo di donne evangeliche che gira per strip club di sera regalando pancake rosa alle ballerine “per farle sentire amate da Dio”, senza osare fare prediche né emettere giudizi. Una di queste ballerine testimoniò loro di essere una madre single e di preferire un lavoro così, due sere a settimana, lasciando i figli dai genitori, piuttosto che fare la commessa in un supermercato tutto il giorno e non vedere mai i suoi bambini. La dignità personale non è un valore assoluto e passa generosamente in secondo piano quando si tratta di portare a casa i soldi per far campare la famiglia. E questo è il vero tragico motore degli strip club e di tutti i lavori, come la prostituzione o la pornografia, che prosperano sulla pelle delle donne, che non vorrebbero essere schiave né della povertà moralista, né della volgarità maschilista.
Alla pubblicazione della sentenza di Sheffield, le ballerine hanno esultato in strada, tra cartelli colorati e vestiti sgargianti, ma davvero i loro sono visi di donne qualunque, alcune persino senza trucco, nemmeno appariscenti: spogliarelliste per necessità, appese al loro posto di lavoro con tenacia, come gli operai dell’ILVA mentre la fabbrica sputa veleni che uccidono i loro compaesani.
La necessità primaria, sopra ogni altro valore morale, sociale, psicologico è mantenere il posto di lavoro e le poche precarie tutele sociali ad esso associate. Gli ideali contro lo stipendio non possono vincere.
E davvero è aspra la povertà in questo mondo tecnologico, dove si punta ad eliminare persino il contante, cosicché nessuno abbia nemmeno uno spiccio da dare con leggerezza; dove senza un conto corrente, un cellulare e una e-mail non puoi accedere a nessun servizio, reclamare nessun diritto; dove la solitudine accerchia e se hai dei bambini da difendere non puoi contare su nessuno; dove il bisogno è uno stigma di stupidità, perché te la sei cercata; dove il sistema sanitario propone l’aborto come soluzione alla povertà; dove lasciar vivere un debole è considerato egoismo, perché sottrae risorse a chi è produttivo; dove conta solo quanto guadagni.
E allora combattere per salvare l’anima delle donne senza offrire un’alternativa concreta diventa un’azione ideologicamente astratta. Le donne si sono già vendute, si sono messe sul mercato da sole, quando hanno finito il cibo nella dispensa e hanno scoperto che con la dignità non si mangia. Sopra ogni cosa, concausa di questa situazione è la solitudine, figlia a volte di una distorta idea di emancipazione, a volte di sfortunate relazioni, a volte dura eredità di situazioni familiari disastrate già all’origine. Un femminismo che, nella sua cieca lotta contro il patriarcato opprimente, invoca la solitudine amazzone come soluzione a tutti i problemi e poi oscilla isterico tra una libertà sessuale senza limiti e un moralismo censore misantropo, non risolve nessuno dei guai delle donne, ma, se mai, ne crea dei nuovi.
Perduta chissà dove l’alleanza tra l’uomo e la donna, nei meandri di un rifiuto aprioristico di ogni forma di tradizione, la nuova Eva, nella sua lotta quotidiana per ridare significato alle cose di sempre, come la relazione con l’uomo, si trova costretta a chiamare libertà quel che è solo antica, povera, classica necessità.
di Lucia Scozzoli.
Una settimana fa il Guardian ha pubblicato una notizia che in Italia è stata ripresa solo dall’Uffpost e Linkiesta, testate piuttosto progressist-arcobaleno: lo strip club Spearmint Rhino (parte di una catena presente in UK, US e Australia) di Sheffield ha vinto una battaglia legale durata anni e resta aperto.
A febbraio scorso un gruppo femminista anti porno e anti strip club, al grido “not buying it”, aveva deciso di assoldare investigatori privati per filmare all’interno del locale le attività illecite delle ballerine per far chiudere il locale: è riuscita a presentare 74 violazioni filmate, consistenti sostanzialmente in contatti (meglio sarebbe dire palpeggiamenti) tra ballerine e clienti, vietati per avere la licenza da strip club. Secondo il gruppo femminista, i filmati proverebbero molestie e abusi, sempre molto diffusi dove si pratica lo strip.
Le ballerine del club, però, hanno nettamente rifiutato l’etichetta di vittime involontarie ed hanno replicato denunciando gli investigatori di revenge porn, per averle filmate senza il loro consenso.
Leggiamo su linkiesta:
Charlotte Mead, capo dell’associazione Sheffield Women’s Equality e sostenitrice di Not Buying it, non si dà per vinta, dice che continueranno la campagna dato che gli strip club son luoghi che «contribuiscono a una cultura in cui gli uomini si sentono in diritto sui corpi delle donne» e che danneggiano la parità di genere. Meera Kulkarni del Sheffield Rape and Sexual Abuse Centre afferma quanto le donne che lavorano negli strip club abbiano spesso un passato di abuso e violenza sessuale. Affermazioni non gradite alle ballerine, come Heather Watson, che dichiara al The Guardian che, pur ammettendo che ci sia molto lavoro ancora da fare per rendere “l’industria più sicura e giusta”, «non siamo oggetti sessuali come siamo state descritte». Aggiungendo: «Siamo complesse e sfaccettate come chiunque altro e in realtà i clienti ci trattano come persone, più delle presunte femministe», rifiutando così a piè pari il ruolo di vittime. Rosa Vince, ricercatrice di filosofia specializzata in oggettivazione sessuale e residente a Sheffield, si è dichiarata contraria alla campagna: «Come femministe dobbiamo preoccuparci del consenso al contatto sessuale, e questo implica credere alle donne quando affermano che il consenso è presente, così come quando dicono che è assente». Ha sostenuto che, in caso di problemi di sfruttamento o di cattive condizioni di lavoro, la soluzione non era quella di far di tutto per chiudere il locale ma di aiutare le lavoratrici ad acquisire maggiori tutele.C’è da domandarsi di quali maggiori tutele si parli: assistenza sanitaria? Corsi di autodifesa? O piuttosto la ricerca di un impiego più rispettoso della dignità delle donne?
Ad Atlantic City esiste un gruppo di donne evangeliche che gira per strip club di sera regalando pancake rosa alle ballerine “per farle sentire amate da Dio”, senza osare fare prediche né emettere giudizi. Una di queste ballerine testimoniò loro di essere una madre single e di preferire un lavoro così, due sere a settimana, lasciando i figli dai genitori, piuttosto che fare la commessa in un supermercato tutto il giorno e non vedere mai i suoi bambini. La dignità personale non è un valore assoluto e passa generosamente in secondo piano quando si tratta di portare a casa i soldi per far campare la famiglia. E questo è il vero tragico motore degli strip club e di tutti i lavori, come la prostituzione o la pornografia, che prosperano sulla pelle delle donne, che non vorrebbero essere schiave né della povertà moralista, né della volgarità maschilista.
Alla pubblicazione della sentenza di Sheffield, le ballerine hanno esultato in strada, tra cartelli colorati e vestiti sgargianti, ma davvero i loro sono visi di donne qualunque, alcune persino senza trucco, nemmeno appariscenti: spogliarelliste per necessità, appese al loro posto di lavoro con tenacia, come gli operai dell’ILVA mentre la fabbrica sputa veleni che uccidono i loro compaesani.
La necessità primaria, sopra ogni altro valore morale, sociale, psicologico è mantenere il posto di lavoro e le poche precarie tutele sociali ad esso associate. Gli ideali contro lo stipendio non possono vincere.
E davvero è aspra la povertà in questo mondo tecnologico, dove si punta ad eliminare persino il contante, cosicché nessuno abbia nemmeno uno spiccio da dare con leggerezza; dove senza un conto corrente, un cellulare e una e-mail non puoi accedere a nessun servizio, reclamare nessun diritto; dove la solitudine accerchia e se hai dei bambini da difendere non puoi contare su nessuno; dove il bisogno è uno stigma di stupidità, perché te la sei cercata; dove il sistema sanitario propone l’aborto come soluzione alla povertà; dove lasciar vivere un debole è considerato egoismo, perché sottrae risorse a chi è produttivo; dove conta solo quanto guadagni.
E allora combattere per salvare l’anima delle donne senza offrire un’alternativa concreta diventa un’azione ideologicamente astratta. Le donne si sono già vendute, si sono messe sul mercato da sole, quando hanno finito il cibo nella dispensa e hanno scoperto che con la dignità non si mangia. Sopra ogni cosa, concausa di questa situazione è la solitudine, figlia a volte di una distorta idea di emancipazione, a volte di sfortunate relazioni, a volte dura eredità di situazioni familiari disastrate già all’origine. Un femminismo che, nella sua cieca lotta contro il patriarcato opprimente, invoca la solitudine amazzone come soluzione a tutti i problemi e poi oscilla isterico tra una libertà sessuale senza limiti e un moralismo censore misantropo, non risolve nessuno dei guai delle donne, ma, se mai, ne crea dei nuovi.
Perduta chissà dove l’alleanza tra l’uomo e la donna, nei meandri di un rifiuto aprioristico di ogni forma di tradizione, la nuova Eva, nella sua lotta quotidiana per ridare significato alle cose di sempre, come la relazione con l’uomo, si trova costretta a chiamare libertà quel che è solo antica, povera, classica necessità.
venerdì 20 settembre 2019
The european way of life
Leggo su Repubblica un articolo[1] a firma di Ursula von der Leyen, neo-nominata Presidente della Commissione Europea.
Nonostante l'immenso potere conferitole, la stragrande maggioranza dei cittadini europei non tedeschi non ha la più pallida idea di chi sia. Per farla breve: una fedelissima di fräu Merkel, ministro della difesa e, ovviamente, europeista della prima ora.
Cosa ci dice colei che deciderà quanto potremo curarci dei fatti nostri e quanto invece dovremo curarci delle impellenze europee?
Ci dice quanto sia prezioso l' european way of life, che "non ha bisogno di spiegazioni: è semplicemente la realtà quotidiana". "Per me" dice "la miglior descrizione dello stile di vita europeo è quella racchiusa nell'articolo 2 del Trattato" e cioè che "l'Unione si fonda sui valori della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società fondata sul pluralismo, sulla tolleranza, sulla giustizia, sulla solidarietà e sulla non discriminazione.[2]"
L'articolo prosegue, per chi avesse voglia di leggerlo fino in fondo è linkato ad inizio post.
Io l'ho fatto e nel commento mi fermo qui. Ho già letto abbastanza cazzate.
Ora, delle due l'una: o fräu von der Leyen è una mitomane, ed in tal caso inadatta a ricoprire qualunque carica di responsabilità, o mente sapendo di mentire, il che sarebbe ancora più grave!
Voglio, col beneficio del dubbio, prendere per buona l'ipotesi della buona fede ma allora è d'obbligo chiedersi dove viva 'sta qui.
Parla di dignità, di libertà, di democrazia... di diritti umani!
Mioddio ma è davvero possibile uno scollamento tanto profondo tra chi rappresenta (?) il popolo ed il popolo stesso?
Partendo dal presupposto che di crucchi, di succhia lumache e di puttanieri tossici me ne importa meno di niente, in Italia oggi non c'è niente di tutto questo!
E' sempre Repubblica[3] a darci i numeri del lavoro agricolo nel nostro paese e scopriamo che un milione sono i braccianti, di cui il 72% cittadini italiani, pagati mediamente tre euro l'ora (3 EURO L'ORA!!!!!), irregolari per il 43%.
A questi poveri cristi, che vivono una condizione indegnamente precaria, sotto pagati, deprivati di qualunque diritto del lavoro, derubati della possibilità di vivere una qualunque vita che non preveda un campo e qualcosa da coltivare, vogliamo davvero parlare dell' european way of life?
Le privatizzazioni selvagge si susseguono dai primi anni '90 e ci stiamo ancora chiedendo se non fosse che, forse, senza che nessuno abbia potuto prevedere, sia successo qualcosa per cui questo processo perfetto ha portato a risultati disastrosi.
Per farsi un'idea di quanta gente è salariata da qualche straniero basta dare un occhio a questo articolo[6] di Agi, che essendo vecchio di un anno pecca di incompletezza.
Considerando il peggior scenario possibile si consideri le vicende Whirlpool[7] e le si applichi a tutte le aziende in mano straniera. Se un consiglio di amministrazione di un fondo di investimenti[8] straniero decide, in maniera del tutto arbitraria, che quella data azienda presenta un esubero di mille unità, significa che dall'oggi al domani per volere di non si sa bene chi, mille famiglie si ritrovano senza uno stipendio. E il Governo che fa? I sindacati che fanno?
Si preoccupano di tenere intatto l' european way of life a dispetto della dignità e della libertà di quelle mille famiglie.
Nell'800 almeno il padrone potevi scannarlo: that's globalization babe!
Un enorme hub finanziario come la UE, tratta con un enorme hub finanziario come Washington o Pechino dove le norme sono diverse e quella che amano chiamare competitività non è altro che un'asta al ribasso per i salari e per i diritti della plebe.
Per fare un esempio tangibile di come quanto su scritto sia reale e non il frutto dei condizionamenti imposti da famigerati partiti populisti, sovranisti, nazionalisti, ricordo dall'incontro che ho avuto qualche giorno fa con un amico, che per inciso è quello con le emorroidi e la disfunzione erettile.
Lavora per una grossa multinazionale che fattura miliardi di euro l'anno con decine di sedi nella sola Italia. Ovviamente le tasse le paga in Irlanda; ovviamente è attenta "al pluralismo, alla tolleranza, alla giustizia, alla solidarietà ed alla non discriminazione"; ovviamente tutti i suoi co-worker sono costantemente perfetti, sorridenti, smart, disponibili a realizzare ogni desiderio dei customer, proiettati alla mission e sempre desiderosi di nuovi training, con un coach sempre a disposizione...
Ebbene, pare abbiano mancato uno o più goal e quindi via cinquanta risorse (si, un uomo o una donna è ne più ne meno che un barile di petrolio). Attenzione però, perché non sono stati cacciati in malo modo: con aria leggermente compunta è stato loro comunicato che sfortunatamente sono venute a mancare le condizioni per l'ennesimo rinnovo del contratto mensile ottenuto ed agognato dopo mesi di stage mal retribuito.
E così, tanti saluti Giulia (nome di fantasia). Sticazzi che hai un figlio di due anni!
Tanti saluti Giulio (nome di fantasia). Un terzo dello stipendio lo hai sputtanato in alloggio e viaggi per raggiungere la nostra sede a 600 km da casa tua, ma non volevi un lavoro dinamico? Te ne abbiamo dato l'oppurtunità...
Tanti saluti Maria (nome di fantasia). Hai 20 anni e da stasera dovrete vivere con il solo stipendio del tuo ragazzo sperando che almeno a lui il contratto verrà rinnovato, ma vuoi mettere il brivido dell'avventura? Non è noioso il posto fisso[9]?
Tanti saluti Mario (nome di fantasia). A cinquant'anni, vai tranquillo che un bel lavoro lo trovi presto!
E mi raccomando, quando nel prossimo posto di lavoro cercherete, senza trovarlo, il biliardino in mensa ricordatevi di quanto siamo stati buoni!
In compenso però, mi diceva quel mio amico, di come siano molto propensi a collaborare per l'integrazione degli immigrati, preferibilmente quelli arrivati recentemente via mare, quelli semi analfabeti che stentano a tenere una penna in mano. Solo qualche mese però; appena finiscono i fondi pubblici, via Ahmed e dentro Muhammad. E' solo per pura casualità che nessuno di questi dopo il periodo di integrazione abbia imparato a parlare la lingua o a scrivere ma solo a tirare un transpallet.
Noi siamo buoni, ma se sei negro più di tanto non puoi pretendere!
In compenso però, quelli che non sono arrivati via mare, con le loro stupide pretese di ferie e vacanze, tra un trimestrale e l'altro, possono viaggiare liberamente con la sola carta di identità. Un Roma-Parigi costa quanto una pizza ed una birra: e allora zaino in spalla e si va ad allargare le vedute!
Qualcuno si è chiesto come si faccia a far volare un aereo con 20€?
Lo sappiamo tutti ormai, ma il tasso di assuefazione alla propaganda europeista è tale da farcelo ignorare: i dipendenti delle low-cost sono schiavi[10]!
Ad ogni modo, mi impegno ad approfondire la questione nuovi schiavi in post futuri in cui racconterò le storie dei plebei miei consimili che ho incontrato negli anni.
Vi prego però, ignorate le parole vuote di questi psicotici al potere: il loro unico scopo è mantenerci in condizioni pietose per garantire l'alto fatturato della finanza!
Ah, e se vi venisse voglia di andare a Parigi[11], valutate l'idea di spendere quei 50€ in un bel ristorante sotto casa, che sapete essere gestito da qualcuno che ama il proprio mestiere e cerca di farlo onestamente.
Nonostante l'immenso potere conferitole, la stragrande maggioranza dei cittadini europei non tedeschi non ha la più pallida idea di chi sia. Per farla breve: una fedelissima di fräu Merkel, ministro della difesa e, ovviamente, europeista della prima ora.
Cosa ci dice colei che deciderà quanto potremo curarci dei fatti nostri e quanto invece dovremo curarci delle impellenze europee?
Ci dice quanto sia prezioso l' european way of life, che "non ha bisogno di spiegazioni: è semplicemente la realtà quotidiana". "Per me" dice "la miglior descrizione dello stile di vita europeo è quella racchiusa nell'articolo 2 del Trattato" e cioè che "l'Unione si fonda sui valori della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società fondata sul pluralismo, sulla tolleranza, sulla giustizia, sulla solidarietà e sulla non discriminazione.[2]"
L'articolo prosegue, per chi avesse voglia di leggerlo fino in fondo è linkato ad inizio post.
Io l'ho fatto e nel commento mi fermo qui. Ho già letto abbastanza cazzate.
Ora, delle due l'una: o fräu von der Leyen è una mitomane, ed in tal caso inadatta a ricoprire qualunque carica di responsabilità, o mente sapendo di mentire, il che sarebbe ancora più grave!
Voglio, col beneficio del dubbio, prendere per buona l'ipotesi della buona fede ma allora è d'obbligo chiedersi dove viva 'sta qui.
Parla di dignità, di libertà, di democrazia... di diritti umani!
Mioddio ma è davvero possibile uno scollamento tanto profondo tra chi rappresenta (?) il popolo ed il popolo stesso?
Partendo dal presupposto che di crucchi, di succhia lumache e di puttanieri tossici me ne importa meno di niente, in Italia oggi non c'è niente di tutto questo!
E' sempre Repubblica[3] a darci i numeri del lavoro agricolo nel nostro paese e scopriamo che un milione sono i braccianti, di cui il 72% cittadini italiani, pagati mediamente tre euro l'ora (3 EURO L'ORA!!!!!), irregolari per il 43%.
A questi poveri cristi, che vivono una condizione indegnamente precaria, sotto pagati, deprivati di qualunque diritto del lavoro, derubati della possibilità di vivere una qualunque vita che non preveda un campo e qualcosa da coltivare, vogliamo davvero parlare dell' european way of life?
Come dovrebbero accogliere le parole della neo Ministro Bellanova, dell' ipereuropeista governo Conte-bis, che in diretta TV[4] ha sostenuto di aver ricevuto chiamate da parte di industrie agricole che la supplicano di aprire i porti altrimenti i raccolti vanno a male?
O come dovrebbero accogliere gli stessi le dichiarazioni della stessa Bellanova riguardo la ratifica del CETA[5] che, in sostanza, prevede l'importazione di prodotti agricoli, e non solo, da oltre Atlantico?Le privatizzazioni selvagge si susseguono dai primi anni '90 e ci stiamo ancora chiedendo se non fosse che, forse, senza che nessuno abbia potuto prevedere, sia successo qualcosa per cui questo processo perfetto ha portato a risultati disastrosi.
Per farsi un'idea di quanta gente è salariata da qualche straniero basta dare un occhio a questo articolo[6] di Agi, che essendo vecchio di un anno pecca di incompletezza.
Considerando il peggior scenario possibile si consideri le vicende Whirlpool[7] e le si applichi a tutte le aziende in mano straniera. Se un consiglio di amministrazione di un fondo di investimenti[8] straniero decide, in maniera del tutto arbitraria, che quella data azienda presenta un esubero di mille unità, significa che dall'oggi al domani per volere di non si sa bene chi, mille famiglie si ritrovano senza uno stipendio. E il Governo che fa? I sindacati che fanno?
Si preoccupano di tenere intatto l' european way of life a dispetto della dignità e della libertà di quelle mille famiglie.
Nell'800 almeno il padrone potevi scannarlo: that's globalization babe!
Un enorme hub finanziario come la UE, tratta con un enorme hub finanziario come Washington o Pechino dove le norme sono diverse e quella che amano chiamare competitività non è altro che un'asta al ribasso per i salari e per i diritti della plebe.
Per fare un esempio tangibile di come quanto su scritto sia reale e non il frutto dei condizionamenti imposti da famigerati partiti populisti, sovranisti, nazionalisti, ricordo dall'incontro che ho avuto qualche giorno fa con un amico, che per inciso è quello con le emorroidi e la disfunzione erettile.
Lavora per una grossa multinazionale che fattura miliardi di euro l'anno con decine di sedi nella sola Italia. Ovviamente le tasse le paga in Irlanda; ovviamente è attenta "al pluralismo, alla tolleranza, alla giustizia, alla solidarietà ed alla non discriminazione"; ovviamente tutti i suoi co-worker sono costantemente perfetti, sorridenti, smart, disponibili a realizzare ogni desiderio dei customer, proiettati alla mission e sempre desiderosi di nuovi training, con un coach sempre a disposizione...
Ebbene, pare abbiano mancato uno o più goal e quindi via cinquanta risorse (si, un uomo o una donna è ne più ne meno che un barile di petrolio). Attenzione però, perché non sono stati cacciati in malo modo: con aria leggermente compunta è stato loro comunicato che sfortunatamente sono venute a mancare le condizioni per l'ennesimo rinnovo del contratto mensile ottenuto ed agognato dopo mesi di stage mal retribuito.
E così, tanti saluti Giulia (nome di fantasia). Sticazzi che hai un figlio di due anni!
Tanti saluti Giulio (nome di fantasia). Un terzo dello stipendio lo hai sputtanato in alloggio e viaggi per raggiungere la nostra sede a 600 km da casa tua, ma non volevi un lavoro dinamico? Te ne abbiamo dato l'oppurtunità...
Tanti saluti Maria (nome di fantasia). Hai 20 anni e da stasera dovrete vivere con il solo stipendio del tuo ragazzo sperando che almeno a lui il contratto verrà rinnovato, ma vuoi mettere il brivido dell'avventura? Non è noioso il posto fisso[9]?
Tanti saluti Mario (nome di fantasia). A cinquant'anni, vai tranquillo che un bel lavoro lo trovi presto!
E mi raccomando, quando nel prossimo posto di lavoro cercherete, senza trovarlo, il biliardino in mensa ricordatevi di quanto siamo stati buoni!
In compenso però, mi diceva quel mio amico, di come siano molto propensi a collaborare per l'integrazione degli immigrati, preferibilmente quelli arrivati recentemente via mare, quelli semi analfabeti che stentano a tenere una penna in mano. Solo qualche mese però; appena finiscono i fondi pubblici, via Ahmed e dentro Muhammad. E' solo per pura casualità che nessuno di questi dopo il periodo di integrazione abbia imparato a parlare la lingua o a scrivere ma solo a tirare un transpallet.
Noi siamo buoni, ma se sei negro più di tanto non puoi pretendere!
In compenso però, quelli che non sono arrivati via mare, con le loro stupide pretese di ferie e vacanze, tra un trimestrale e l'altro, possono viaggiare liberamente con la sola carta di identità. Un Roma-Parigi costa quanto una pizza ed una birra: e allora zaino in spalla e si va ad allargare le vedute!
Qualcuno si è chiesto come si faccia a far volare un aereo con 20€?
Lo sappiamo tutti ormai, ma il tasso di assuefazione alla propaganda europeista è tale da farcelo ignorare: i dipendenti delle low-cost sono schiavi[10]!
Ad ogni modo, mi impegno ad approfondire la questione nuovi schiavi in post futuri in cui racconterò le storie dei plebei miei consimili che ho incontrato negli anni.
Vi prego però, ignorate le parole vuote di questi psicotici al potere: il loro unico scopo è mantenerci in condizioni pietose per garantire l'alto fatturato della finanza!
Ah, e se vi venisse voglia di andare a Parigi[11], valutate l'idea di spendere quei 50€ in un bel ristorante sotto casa, che sapete essere gestito da qualcuno che ama il proprio mestiere e cerca di farlo onestamente.
martedì 6 agosto 2019
Le vittime delle stragi
Dicono che diventare adulti significhi perdonare ai propri genitori i loro errori.
Immagino dipenda dal fatto che quando ci si trova a vivere determinate situazioni ed esperienze ci si chiede se, in effetti, le scelte a lungo detestate fossero poi così sbagliate.
Non so se sono del tutto un adulto; non avendo figli non so come affronterei l'essere padre.
Sento tuttavia l'incedere dell'età con il crescere della passione che provo per la miseria dell'uomo.
Quella misera che non risparmia nessun essere umano; quella miseria che ci rende esseri umani.
Il più evoluto dei primati non elabora i traumi, neanche i più gravi.
Il più idiota degli uomini al contrario, elabora anche il trauma più lieve: noi, sul letto di morte, possiamo ricordare di nostro fratello che ci ha rubato una caramella nell'infanzia.
L'elaborazione dei traumi, credo sia il fondamento sul quale sviluppiamo la nostra personalità. Ogni nostra scelta dipende dal rapporto che abbiamo con i traumi che abbiamo subìto e ogni nostra scelta rischia di essere per noi un trauma.
Mi è capitato di pensarci intensamente dopo aver osservato con un certo trasporto un bambino nell'arduo tentativo di trovare il giusto equilibrio per poter restare in piedi e tentare di mettere un passo avanti all'altro.
La concentrazione che da seduto gli ha permesso di mettersi carponi, lo sforzo di distendere le ginocchia e piantare i piedi a terra prima di spostare il peso all'indietro ed alzare le mani tra paura ed eccitazione, gli occhi che si illuminano appena sopra l'apparire di un sorriso all'aver raggiunto il punto di osservazione più alto di sempre senza l'aiuto di un gigante.
La gioia straripante all'entusiasmo manifesto dei più grandi a fare il tifo per lui.
Ogni bambino è passato di qui, anche il più feroce omicida.
Anche gli stragisti di cui si parla in questi giorni.
Patrick Crusius, un "Nerd solitario e irascibile, forse bullizzato[1]", entrato in un super mercato di El Paso per ammazzare con un AK oltre venti persone dopo aver lasciato un manifesto in odio ai messicani che a suo dire invadono il Texas.
Connor Betts, ha ucciso, in un bar di Dayton, nove persone tra cui sua sorella, prima di essere a sua volta ucciso dalla polizia.
Santino William Legan, assaltato la sagra dell'aglio di Gilroy, uccide quattro persone.
DeWayne Antonio Craddock, impiegato modello, gentile, educato, si è licenziato senza motivo e senza motivo ha ammazzato dodici persone a caso nel centro di Virginia Beach.
Oltre ai morti, i feriti.
Dall'inizio dell'anno, solo negli Usa sono state registrate venti stragi con più di quattro vittime.
Immagino dipenda dal fatto che quando ci si trova a vivere determinate situazioni ed esperienze ci si chiede se, in effetti, le scelte a lungo detestate fossero poi così sbagliate.
Non so se sono del tutto un adulto; non avendo figli non so come affronterei l'essere padre.
Sento tuttavia l'incedere dell'età con il crescere della passione che provo per la miseria dell'uomo.
Quella misera che non risparmia nessun essere umano; quella miseria che ci rende esseri umani.
Il più evoluto dei primati non elabora i traumi, neanche i più gravi.
Il più idiota degli uomini al contrario, elabora anche il trauma più lieve: noi, sul letto di morte, possiamo ricordare di nostro fratello che ci ha rubato una caramella nell'infanzia.
L'elaborazione dei traumi, credo sia il fondamento sul quale sviluppiamo la nostra personalità. Ogni nostra scelta dipende dal rapporto che abbiamo con i traumi che abbiamo subìto e ogni nostra scelta rischia di essere per noi un trauma.
Mi è capitato di pensarci intensamente dopo aver osservato con un certo trasporto un bambino nell'arduo tentativo di trovare il giusto equilibrio per poter restare in piedi e tentare di mettere un passo avanti all'altro.
La concentrazione che da seduto gli ha permesso di mettersi carponi, lo sforzo di distendere le ginocchia e piantare i piedi a terra prima di spostare il peso all'indietro ed alzare le mani tra paura ed eccitazione, gli occhi che si illuminano appena sopra l'apparire di un sorriso all'aver raggiunto il punto di osservazione più alto di sempre senza l'aiuto di un gigante.
La gioia straripante all'entusiasmo manifesto dei più grandi a fare il tifo per lui.
Ogni bambino è passato di qui, anche il più feroce omicida.
Anche gli stragisti di cui si parla in questi giorni.
Patrick Crusius, un "Nerd solitario e irascibile, forse bullizzato[1]", entrato in un super mercato di El Paso per ammazzare con un AK oltre venti persone dopo aver lasciato un manifesto in odio ai messicani che a suo dire invadono il Texas.
Connor Betts, ha ucciso, in un bar di Dayton, nove persone tra cui sua sorella, prima di essere a sua volta ucciso dalla polizia.
Santino William Legan, assaltato la sagra dell'aglio di Gilroy, uccide quattro persone.
DeWayne Antonio Craddock, impiegato modello, gentile, educato, si è licenziato senza motivo e senza motivo ha ammazzato dodici persone a caso nel centro di Virginia Beach.
Oltre ai morti, i feriti.
Dall'inizio dell'anno, solo negli Usa sono state registrate venti stragi con più di quattro vittime.
In tutta franchezza, ne ho i coglioni pieni della retorica da ritardo mentale che incolpa il presidente in carica, il giornalista all'opposizione o l'accesso alle armi da fuoco (Kabobo ci ha insegnato con una certa efficacia che per ammazzare tre sconosciuti per strada basta passare al brico e comprare un piccone a venti euro).
Ne ho i coglioni pieni perché la retorica da ritardo mentale serve solo a sentirci un po' migliori dei ritardati della fazione opposta.
E' colpa di Salvini che incita all'odio; è colpa della Boldrini che auspica l'arrivo di orde di africani; è colpa di Trump e dei suoi twit; è colpa dell' NRA che vuole il mercato delle armi libero da restrizioni; è colpa dei Dem che hanno condannato il paese alla povertà...
Guardateli negli occhi questi stragisti.
Guardateli negli occhi e ditemi se non sono già morti.
Guardate il vuoto dietro le iridi e chiedetevi chi, da quegli occhi ha spento la gioia straripante all'entusiasmo manifesto dei più grandi a fare il tifo per loro.
Guardatevi intorno.
Guardate gli occhi dell'uomo che siede davanti a voi sui mezzi, della donna che incrociate uscendo dal bar.
Guardate gli occhi nelle foto delle feste su facebook.
Guardate gli occhi nei selfie di instagram.
Guardate gli occhi nello specchio.
Guardate, scrutate e chiedetevi dov'è la gioia, la voglia di vivere, l'entusiasmo di aver raggiunto la vetta.
Se non la trovate non è perché siete ciechi, ma perché ce l'hanno portata via.
E' chi ci ha portato via la gioia, la voglia di vivere e l'entusiasmo di aver raggiunto la vetta, che ha le mani sporche del sangue dei morti, degli stragisti, dei suicidi.
Non c'è niente di più bello della miseria dell'uomo: la vera tragedia è il non sapere che farne.
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